Inaugurato il “Secondo piano” del Gabbiano a Lugano: «Da qui incipit vita nova» 

C’erano un centinaio di persone venerdì 3 ottobre a Lugano, in via Maderno 18, per l’inaugurazione del progetto “Secondo Piano” della Fondazione Il Gabbiano. Il partner del progetto CCN – Community Care per Neet, capofila elvetico, ha aperto così i locali del suo nuovo polo a servizio dei giovani, aperto nell’ambito del progetto, dove troveranno spazio laboratori e attività di sostegno psicologico a sostegno di ragazzi e ragazze Neet.

«Questo progetto è nato dall’incontro con la Clinica Santa Croce, altro partner di CCN, con cui abbiamo voluto pensare assieme ad un’iniziativa a favore dei NEET», ha spiegato in apertura Edo Carrasco, direttore del Gabbiano, che ha spiegato in seguito come funzionerà il “Secondo Piano”. «Qui troveranno accoglienza giovani dai 15 ai 20 anni, che saranno accompagnati a svolgere alcuni atelier di lavoro. Come “Next patch”, che utilizza il videogioco come strumento educativo per sviluppare competenze trasversali come pensiero critico, problem solving, collaborazione e gestione delle emozioni; “Cuci-gang” è pensato invece per sviluppare competenze tecniche e personali attraverso attività di sartoria; in “Cambio-abito” ragazzi e ragazze saranno introdotti alla gestione del magazzino costumista, con nozioni di catalogazione e organizzazione, simulando dinamiche professionali reali. Altre attività saranno poi proposte con “Green Vibes”, “Sviluppo e Carriera”, “Secondo Sguardo”, “Sound Check” e “L’Officina del dolce”».

Tra i presenti all’inaugurazione – allietata anche da un aperitivo servito dai ragazzi del “Gabbiano” – anche Fabio Schellmann, Presidente del Gran Consiglio del Canton Ticino: «Non vanno tolte risorse ai progetti per i giovani, ma implementate. Il Cantone deve fare uno sforzo in ambito sociale e ritenere ciò che fa per i giovani non un costo, bensì un investimento per il futuro». Significativa anche la presenza dei partner italiani di CCN, incontri che – ha sottolineato Carrasco – hanno dato ulteriore slancio all’iniziativa del “Gabbiano”: «Siamo in un progetto di due anni che ha al cuore l’inclusione sociale di giovani con difficoltà», ha ricordato il project manager Alcide Gazzoli. «Servono soluzioni efficaci per andare oltre quel “non” che spesso inchioda questi ragazzi. Incipit vita nova, da qui, da questo “Secondo piano”. Questo è il nostro tentativo: potremmo anche fallire, ma il fatto che ci siamo messi a farlo è già una grande vittoria». 

Tra gli interventi anche quello di Luca Santagostino, direttore strategia organizzazione e sviluppo Clinica Santa Croce («vi auguro di portare a casa i risultati di questo progetto, avete colto una sfida straordinaria per i ragazzi») e di Sandro Canuti, in rappresentanza del programma Interreg Italia – Svizzera («Sono contento che progetti come questi possano trovare spazio. Questa partnership funzionerà»).